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di Alesstar
hai iniziato due anni fa a prendere il treno a quell’ora.
quando si prende il treno sempre alla stessa ora, nella stessa direzione, dopo un po’ si comincia a notare che più o meno siete sempre le stesse persone, più o meno sempre alle stesse stazioni.
estate ed inverno.
un piccolo miniclub di sconosciuti su strada ferrata.
e tra gli affiliati di questa piccola società, c’è lui.
alto, si. 45 anni su per giù. un po’ di pancetta. occhi castano verdi, capelli castani.
non è bello. non è brutto. ma si nota.
sale sempre alla stessa stazione, a volte prima. camicia azzurra, pantaloni blu, zainetto monospalla. e una fascia sulla manica. fa la guardia giurata.
lo vedi sempre, lo conosci quasi, hai l’istinto di salutarlo, ma non lo fai, che mica vuoi esser presa per matta, e continui a startene dietro i tuoi occhiali da sole a guardare la campagna o a leggere.
poi un giorno, dopo due anni, un particolare, ovvio, che non avevi notato.
anche lui se ne sta dietro le sue lenti scure. ha i gomiti piegati alla vita, le mani giunte in grembo. lo zainetto sotto il gomito destro. se non fosse per quello che c’è sotto lo zainetto e fa capolino dal gomito, sarebbe una posa del tutto normale per una persona seduta sul treno direzione lavoro.
e invece no.
perchè sotto quel gomito, c’è una pistola.
una pistola vera, eh, mica quelle col cerchietto rosso alla canna. mica quelle per giocare agli indiani e ai cowboy. una pistola vera, di quelle che si puntano ai malviventi. di quelle che proteggono le persone oneste, come te.
di quelle che quando la gente dà di matto, ti punta senza alcun motivo. e pensi: “ok, non sarebbe il primo onesto cittadino che per il caldo o la confusione si comporta come non ha mai fatto”.
e ti chiedi. se esce di testa, con chi se la prende per primo? con te che fai l’indifferente? con il vicino che chiacchera con moglie e figlioletti? e come ti sentiresti? e dove te la punta?
alla testa.
sarà che sei bassa. sarà che è più facile puntarla lì che al cuore. sarà, sarà, sarà. sarà che preferisci pensare che se proprio deve succedere, sia abbastanza rapido da non dover capire e da non dover sentire nient’altro che il botto.
paura. tranquillità persa.
abbassi gli occhi, torni al libro, o alla campagna romana. fosse mai che si senta osservato e si innervosisca.
5 Commenti finora
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A me è successo di peggio quando tornavo dalle superiori, perennemente in autostop per non aspettare un’ora il pullman. Una volta mi ha caricato, ero con un amico, un ragazzo.
Commento di felter 3 Agosto 2008 @ 10:59 pmIo mi sono seduto sul sedile posteriore e il mio amico a fianco al guidatore.
Dopo nemmeno un paio di chilometri (ne dovevamo fare un decina), vedo un posto di blocco.
Al momento non gli do molta importanza se non che, standomene praticamente in mezzo al sedile posteriore, noto un movimento del guidatore, allunga la mano e prende una cosa infilata di fianco al freno a mano e se la infila nella cintura. ERA UNA PISTOLA.
Mi si è gelato il sangue. Ho fatto uno + uno e mi sono detto: “stanno cercando lui!”.
Ci hanno fermato e fortunatamente è risultato che anche lui era un poliziotto.
Capisco che abbia preferito non far vedere la pistola a quello che si avvicinava all’auto, perchè avrebbe di certo prima sparato e poi chiesto informazioni, però per qualche secondo ho pensato le cose più brutte che ti possono venire in mente.
La cosa comica è che il mio amico seduto davanti non si è accorto di niente.
Questione di punti di vista?!?! :D
O____o
Commento di alesstar 3 Agosto 2008 @ 11:05 pmsi, decisamente questioni di punti di vista :D
*_* brava ale!
Commento di occhidaorientale 3 Agosto 2008 @ 11:28 pmgrassie *__* aspettiamo il tuo :D
Commento di alesstar 3 Agosto 2008 @ 11:30 pmQuesto racconto mi garba parecchio!!! XD
Commento di Nemo 5 Agosto 2008 @ 12:23 pm